Concessioni, il "giallo" del decreto indennizzi


Sembrava dovesse slittare, ma nella sera del 31 marzo (nel rispetto della scadenza fissata) il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio e al Mef lo schema di decreto per la determinazione degli indennizzi relativi alle concessioni demaniali. E’ stato lo stesso Mit con una sintetica nota a comunicarlo. Sui contenuti però del documento però nessun dettaglio è stato ancora diffuso, ad oltre tre giorni di distanza. Il ministro Salvini si era impegnato ad incontrare nuovamente le associazioni di categoria del comparto balneare per presentare il testo prima di renderlo pubblico, ma al momento l’appuntamento non risulta convocato. Sui contenuti del decreto attuativo si concentrano le speranze dei balneari: è fondamentale infatti per definire i criteri per il calcolo degli indennizzi ai gestori uscenti, che saranno a carico dei subentranti, in vista delle gare per le concessioni che dovranno essere indette dai comuni. La legge Salva-infrazioni limitava gli indennizzi agli investimenti dell’ultimo quinquennio non ancora ammortizzati, ma le categorie hanno più volte chiesto il riconoscimento del valore aziendale. Lo stesso ministro aveva garantito l’impegno ad arrivare ad una “equa remunerazione” proprio legata al valore complessivo dell’impresa ma aveva anche ricordato le forti resistenze da parte della Commissione europea. A quale soluzione si sarà arrivati?
“Questo governo incapace e ignavo continua una farsa che da quasi due anni e mezzo sta regalando slogan e bugie ma nessun atto concreto – commenta il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti – che porti, finalmente, la nostra offerta balneare nel futuro. Da anni nessuno investe più un euro nelle proprie imprese sull’arenile e questo comporta conseguenze pesantissime sulla competitività dell’offerta turistica delle nostre destinazioni balneari“. “L’atto finale di questa farsa – prosegue – pare comunque già scritto e cioè che le farneticanti promesse di indennizzi ai concessionari uscenti legati al valore aziendale erano null’altro che promesse da marinaio, o meglio da bagnino. Lo chiediamo da oltre due anni: partano subito gare aperte e trasparenti per assegnare le concessioni a chi sarà in grado di interpretare al meglio le sfide future che attendono il comparto balneare; solo in questo modo avremo finalmente gli investimenti necessari per portare innovazione, sostenibilità, migliori servizi, più diritti, più competitività sulle spiagge italiane”.