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Il confronto su Icaro TV

Concessioni. Battistoni (Sib): hanno promesso il paradiso, il purgatorio poteva andare ma l'inferno no

di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 27 feb 2025 13:06
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Dopo la sentenza del Tar Liguria che ha bocciato la proroga al 2027 per le concessioni balneari decisa dal governo in accordo con l’UE, è riesplosa la polemica sul futuro delle spiagge. Il tema è stato al centro mercoledì sera della trasmissione di Icaro TV Fuori dall’Aula. Ospiti il sindaco di Bellaria Igea Marina Filippo Giorgetti, l’ex assessore regionale al turismo Maurizio Melucci e il presidente del Sib Confcommercio Emilia Romagna Simone Battistoni. “Ci aspettiamo che il Governo intervenga per chiarire vari aspetti della legge e per migliorarla – ha detto in chiusura Battistoni –. Chiaro però che siamo delusi: ci avevano promesso il paradiso, il purgatorio lo avremmo anche accettato ma l’inferno con le frustate no“.

Fuori dall’Aula 24/25. Spiagge senza certezze, è ancora caos concessioni

Il punto post sentenza del Tar Liguria

Non c’è pace sulle spiagge dove da ormai 20 anni, tra proroghe e rinvii, incombe la direttiva Bolkestein. A gettare nuovamente scompiglio in quella che sembrava la linea tracciata dal Governo in accordo con l’Unione Europea è arrivata l’ennesima sentenza. Il Tar della Liguria ha infatti bocciato il ricorso di tre stabilimenti balneari di Zoagli contro la delibera del Comune ligure che aveva confermato la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2023 e avviato le gare per riassegnare i titoli. Si tratta di una delle prime pronunce contro la proroga al settembre 2027 disposta dal decreto “salva-infrazioni” dello scorso novembre. Nella sentenza, tra l’altro, i giudici contestano anche l’origine della proroga spiegando che “non vale invocare un accordo tra Stato italiano e Commissione europea, “sia perché non risulta esistente un documento scritto racchiudente tale patto sia” – si legge – “in quanto un simile accordo non potrebbe prevalere su quanto già sancito dalla Corte di Giustizia in ordine all’incompatibilità tra rinnovo automatico e diritto dell’Unione”. La sentenza, che porta la data del 19 febbraio, tocca anche un altro tema caldo: quello degli indennizzi. Secondo il Tar, alla scadenza della concessione, il concessionario sarebbe tenuto infatti a cedere gratuitamente e senza indennizzo le opere non amovibili sul sedime demaniale. Un pronunciamento che conferma l’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza italiana contro la proroga delle concessioni, anche se in questo caso non si tratterebbe di un rinnovo automatico ma di un periodo di tempo concesso ai comuni per definire i bandi, con la facoltà però di avviarli da subito anche se ancora manca il decreto attuativo del Governo, atteso entro fine marzo. Comunque la pronuncia del Tar Liguria, a cui probabilmente altre simili si accoderanno nei prossimi mesi, pur non aggiungendo nulla di nuovo alla questione, ha riacceso i riflettori sulle spiagge che continuano ad attendere una riforma organica che dia certezze agli operatori.

I commenti politici e istituzionali

La bocciatura della proroga delle concessioni demaniali al settembre 2027 arrivata dal Tar della Liguria ha fatto riesplodere la polemica politica e suscitato preoccupazione tra gli amministratori locali. “Il Governo, con le sue promesse mancate e l’inadeguatezza delle norme, lascia un intero settore nel caos e nell’insicurezza” commenta l’assessora al turismo dell’Emilia Romagna Roberta Frisoni evidenziando che ancora non si hanno notizie del decreto attuativo che deve essere pronto per marzo e senza il quale i comuni non possono avviare le gare. E poi serve un tempo congruo per strutturare le procedure, aggiunge, auspicando una cabina di regia coordinata a livello nazionale col coinvolgimento di Regioni, Comuni, associazioni e parti sociali. Sulla stessa linea la sindaca di Riccione Daniela Angelini e l’assessora al demanio di Rimini Valentina Ridolfi che invitano il Governo a fare in fretta per non far ripiombare nell’incertezza l’intero settore. Puntano il dito sull’esecutivo gli onorevoli riminesi Marco Croatti del M5S e Andrea Gnassi del Pd. Il primo parla di “una farsa inscenata da oltre due anni” e di “ennesima bugia” che sta affondando il comparto balneare e chiede ai comuni di partire immediatamente con le gare per assegnare le concessioni. Gnassi invece evidenzia come l’esecutivo ancora non si sia occupato degli aspetti applicativi del decreto Bolkestein lasciando i comuni da soli a costruire procedure di gara senza alcuna certezza. Dal centrodestra l’unica voce che si leva, al momento, è quella dell’onorevole Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia che si dice stupito dalla sentenza del Tar Liguria visto che il decreto salva-infrazioni non “indicava alcuna fattispecie di proroga, ma soltanto un tempo limite entro il quale effettuare le gare”. Secondo Zucconi è doveroso invece attendere il decreto attuativo chiamato a disciplinare i procedimenti d’asta e a garantire uniformità d’applicazione. Solo così, spiega, si potrà sgomberare il campo da strumentalizzazioni e attacchi che danneggiano un intero settore.