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omicidio paganelli

La perizia fonica della Procura: la voce di Louis e Manuela nel garage la sera del delitto

In foto: alcuni sopralluoghi della polizia nei garage i via del Ciclamino (foto Migliorini)
alcuni sopralluoghi della polizia nei garage i via del Ciclamino (foto Migliorini)
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 2 apr 2025 17:48 ~ ultimo agg. 3 apr 13:47
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La sera del 3 ottobre 2023, nei frangenti in cui veniva uccisa Pierina Paganelli, Louis Dassilva e Manuela Bianchi si sarebbero trovati nel garage di via del Ciclamino. Ad affermarlo è la perizia fonica del consulente della Procura di Rimini, Marco Perino, depositata oggi (mercoledì). La telecamera posizionata all’interno del box di un condomino, la stessa che registrò le urla strazianti della 78enne, ha catturato anche alcune voci che, secondo il perito dell’accusa, appartengono agli ex amanti. Alle 22.12.11 “una voce maschile, compatibile con quella del senegalese, pronuncia la parola ‘calma’” prima delle coltellate mortali.

Un minuto dopo, alle 22.13.41, una voce questa volta femminile, “matura, non roca e con timbro più alto, più compatibile con quella della Bianchi, pronuncia con tono perentorio la parola ‘buona!'”. Subito dopo, sempre una voce corrispondente a quella di Dassilva, pronuncerebbe una breve frase, la cui prima parte non risulta trascrivibile, seguita, presumibilmente, dalla parola “ragaza” o “ragazza” alla fine dell’azione omicidiaria. Per Marco Perino, specialista in Perizie Foniche Forensi, iscritto all’albo dei Periti e dei Consulenti del Tribunale di Biella, quella captata non sarebbe la voce di Loris Bianchi, “che ha una timbrica medio alta e non ha un difetto di pronuncia nella doppia zeta”, nonostante “la parlata romagnola”. Frasi, quelle oggetto della perizia fonica, che sono state pronunciate quasi in concomitanza con l’aggressione della Paganelli, le cui urla vengono registrate in sequenza dalle 22.13.33 alle 22.13.40.

Lo specialista conclude la sua perizia spiegando che “la scienza di comparazione vocale allo stato dell’arte odierno non permette un’attribuzione forense certa dell’identità del parlante”, ma “la metodologia soggettiva ha permesso di esprimere un opportuno grado di compatibilità“.

Depositati dagli inquirenti anche gli atti relativi alle intercettazioni e ai messaggi attraverso i quali Dassilva chiedeva l’intercessione di uno stregone in Senegal per quello che viene comunemente chiamato “marabutage”, una sorta di maleficio voodoo contro i poliziotti della Mobile e il pubblico ministero Daniele Paci. La perizia fonica e quella sul voodoo sono inserite in una lista di 24 atti messi a disposizione dagli inquirenti alle parti e quindi ai difensori di Dassilva, i legali Riario Fabbri e Andrea Guidi. A loro volta sono stati depositati da parte della difesa del senegalese tre consulenze tecniche e diversi atti tra documenti e file fotografici.