Il consulente fonico della difesa: "Impossibile stabilire che la voce nel garage sia di Dassilva"


I suoni non possono essere ascrivibili a voci umane, tantomeno essere riconducibili a delle parole. Questa, in estrema sintesi, la conclusione a cui giunge il consulente della difesa Dassilva, Marco Zonaro, esperto in materia di fonica forense, che nella sua relazione di quasi 40 pagine certifica che non è possibile dimostrare scientificamente che, la sera del 3 ottobre 2023, mentre Pierina Paganelli veniva accoltellata nel garage di via del Ciclamino, a pronunciare le parole “calma” e “ragazza” sia stato Louis Dassilva.
Stesso discorso vale anche per il lasso temporale compreso tra le 8 e le 8.30 del 4 ottobre 2023, mattina del ritrovamento del cadavere. Manuela Bianchi sostiene che Dassilva l’abbia attesa nel garage per avvisarla della presenza di un corpo senza vita di una donna dietro la porta tagliafuoco. Ebbene, stando alla consulenza di Zonaro, in quella finestra temporale non sarebbero stati rilevati eventi sonori compatibili con il parlato umano.
Un nuovo scontro di perizie, quindi, tra accusa e difesa. Per il consulente fonico della Procura, Marco Perino, invece, le voci isolate la sera dell’omicidio nel garage apparterrebbero a Louis e Manuela, salvo poi ammettere che “la scienza di comparazione vocale non permette un’attribuzione forense certa dell’identità di chi parla”. Per Davide Barzan, consulente legale della Bianchi, “la mia assistita, nell’orario indicato dalla perizia, stava utilizzando il proprio telefono cellulare per effettuare ricerche online relative a borse di lusso e, poco dopo, inviava un messaggio WhatsApp a Dassilva”, quindi non poteva trovarsi nel garage mentre veniva uccisa la suocera.