I riti voodoo di Dassilva, il sacrificio di un agnello e il timore di essere arrestato


Louis Dassilva temeva di essere arrestato per l’omicidio di Pierina Paganelli: “Ero presente quando hanno trovato il corpo ed essendo nero sono stato messo in mezzo”, spiegava il 13 novembre nel corso di una telefonata in lingua wolof ad un connazionale. Per questo motivo – sostiene la Procura – ha chiesto che venissero effettuate in Senegal delle pratiche religiose, denominate ‘Maraboutage’, finalizzate a cagionare eventi spiacevoli nei confronti del pubblico ministero Daniele Paci, titolare dell’indagine sull’omicidio della 78enne, dell’allora capo della Squadra Mobile Dario Virgili, e di altri cinque investigatori della questura di Rimini. La richiesta può essere spesso associata a sacrifici di animali o donazioni economiche e infatti il 35enne senegalese conferma ad un intermediario di “aver fatto fare il sacrificio concordato e di avere messo anche la testa dell’agnello” dove loro gli aveva indicato la guida spirituale. Poi, nel corso della stessa telefonata con un connazionale, aggiunge di aver saputo che a breve dovrà essere riascoltato dalla polizia, che la situazione è dubbia e non sa se verrà dichiarato colpevole.
A rassicurarlo, il giorno successivo, il 14 novembre 2023, è il cognato che al telefono gli spiega di aver “già fatto tutto” e che “andrà tutto bene”. Quattro giorni più tardi un altro interlocutore afferma che il sortilegio richiesto avrebbe sortito i suoi effetti per almeno due anni e che tutti gli investigatori impiegati nell’indagine sarebbero stati trasferiti o avrebbero rivolto le loro attenzioni altrove. Infine la raccomandazione di indossare il ‘gris-gris’, ovvero delle corde di cuoio intrecciate con alcuni piccoli nodi, anche in occasione di incontri intimi.
Dalle intercettazioni analizzate e fatte tradurre, gli investigatori della Squadra Mobile hanno colto l’utilizzo da parte di Dassilva di un linguaggio codificato anche nelle conversazioni tenute nella sua lingua madre, così da eludere l’attività investigativa. Un ulteriore indizio, questo, secondo l’accusa, della “sua natura fortemente strategica e calcolatrice”. Nell’annotazione degli investigatori anche i 14 sms, indirizzati ad utenze straniere tra il novembre 2023 e il marzo 2024, contenenti i nomi del pm e degli agenti a cui era diretto il maleficio. A riprova del forte turbamento dell’indagato viene citato, infine, l’episodio dell’11 ottobre 2023, quando Louis, convocato in questura per alcuni accertamenti tecnici, venne filmato dalle telecamere della sala d’aspetto mentre si lasciava andare ad un improvviso urlo sordo con successivi singhiozzi e mani portate al volto.