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il racconto

Famiglia assalita e minacciata dopo l'incidente: "Via da Rimini per paura"

In foto: le Volanti della polizia di Stato
le Volanti della polizia di Stato
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 2 apr 2025 19:47 ~ ultimo agg. 3 apr 16:48
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Mentre soccorrevano un quindicenne di una famiglia nomade gravemente ferito, finito in sella al suo scooter Yamaha contro la loro vettura in via Acquario a Rimini, si sono ritrovati accerchiati da “almeno una quarantina di persone, parenti e amici del minorenne”, che li hanno “minacciati di morte e colpiti con schiaffi, calci e pugni”. A raccontare l’inaspettata quanta ingiustificabile aggressione è un 56enne che sabato scorso era alla guida di una Opel Astra, sulla quale viaggiavano anche la moglie e il figlio minorenne. L’uomo, ancora sotto choc per quanto accaduto, è stato costretto a lasciare temporaneamente, insieme alla famiglia, la sua casa a Rimini per paura di imminenti ritorsioni.

“La chiamata tempestiva che ho fatto a 118 e polizia per soccorrere il ragazzino ferito si è rivelata determinante, altrimenti – spiega l’uomo, assistito dall’avvocato Luca Grecoper noi sarebbe finita molto male”. “‘Se questo ragazzo muore – mi hanno detto – tu e la tua famiglia siete morti’. Qualcuno, durante quei minuti concitati, ha addirittura compiuto il gesto con la mano di estrarre una pistola dai pantaloni, ma non so dire se avesse davvero l’arma con sé. Ricordo che mi sono state portate via anche le chiavi dell’auto per evitare che potessimo allontanarci”.

Il 56enne ha cercato di proteggere moglie e figlio, stringendoli a sé per ripararli dai colpi dei familiari del ragazzo: “Avevo il cuore a mille dalla paura, per una decina di minuti siamo rimasti in balia di quelle persone e ci siamo difesi come abbiamo potuto. Siamo stati colpiti al volto, alla testa, al torace, dappertutto”. Venticinque ciascuno i giorni di prognosi refertati dai medici dell’ospedale Infermi a padre, madre e figlio, che la sera dell’incidente sono stati scortati a casa dagli agenti delle Volanti.

Il 15enne nomade, che era alla guida senza casco, stava uscendo da una stradina chiusa in sella al suo scooter quando ha impattato contro la fiancata della Opel sfondando il finestrino con la testa per poi finire sull’asfalto. Le sue condizioni vengono definite dai medici del Bufalini di Cesena ancora critiche. “Continuo a pregare tutti i giorni affinché possa riprendersi,  quella è la cosa più importante – confida il 56enne -. Non ho colpe per quanto accaduto, stavo andando per la mia strada quando ho sentito un forte urto laterale”. L’uomo, almeno per il momento, ha preferito non sporgere denuncia nei confronti dei suoi aggressori. Nel frattempo però sono in corso gli accertamenti dei poliziotti della questura di Rimini per ricostruire nel dettaglio i gravi fatti avvenuti subito dopo l’incidente.