Alla scoperta della Ferraroni Juvi Cremona, avversaria giovedì di RBR


Tornata alla base dopo aver conquistato il massimo bottino possibile nelle due trasferte della scorsa settimana, la Rivierabanca Rimini si prepara ad affrontare un’altra faticosa doppietta, potendo però contare, almeno, sull’Effetto Flaminio: sul parquet riminese, giovedì 3 alle 20:30, i biancorossi sfideranno la Ferraroni Juvi Cremona nel recupero della ventottesima giornata di campionato per aprire una mini-serie casalinga che si chiuderà poi domenica con Vigevano, approfittando dell’occasione per dare il benvenuto in squadra a Luca Conti, arrivato ieri in Romagna dall’altra squadra cremonese, la Vanoli.
Invischiata – proprio in compagnia dei gialloblu lombardi – nella serrata lotta per evitare i playout, la Ferraroni di Luca Bechi non è riuscita a tenere il passo dell’avversaria Cento, trovando due sole vittorie nelle ultime dieci uscite, e ora si trova a -4 dalla rivale: gli oroamaranto, quindi, sono affamati, e l’hanno dimostrato nelle ultime partite, non sfigurando contro avversarie più quotate (Forlì, Brindisi, Udine e Torino) malgrado le quattro sconfitte.
Cremona è una formazione con tanti punti nelle mani (quarto attacco del campionato oltre gli 80 di media con discrete percentuali di squadra, ma anche 13 palle perse, il quarto peggior dato della Lega) ma mostra segni di debolezza in difesa (82,5 punti subiti, solo Piacenza fa peggio) e a rimbalzo (quintultima con 35,2 carambole a partita, curiosamente è penultima nei rimbalzi difensivi ma quinta in quelli offensivi).
È una Juvi diversa da quella che Rimini sconfisse (70-87) nell’ultima giornata del girone d’andata: con Isiah Brown partito in direzione Brindisi, aveva fatto il percorso inverso Ivan Almeida, sostituito, però, dopo sole cinque gare da Eric Washington, visto proprio con i pugliesi l’anno scorso in A1.
I diversi assetti visti nelle ultime partite, uniti ad un roster lungo per la parte bassa della classifica, fanno sì che sia difficile prevedere il quintetto di partenza dei lombardi. Sarà quasi certamente titolare Eric Washington, playmaker tascabile di 182 cm con una lunga esperienza nelle prime leghe di tutta Europa. Arrivato da poco alla corte di Luca Bechi, Washington ha fin qui avuto un ottimo impatto sulla sua squadra (oltre 14 punti di media con quasi 4 assist e 3 rimbalzi) nonostante una produzione perimetrale (25%) inferiore a quella, positiva, mostrata nelle scorse stagioni. A completare la coppia di guardie potrebbe esserci Federico Massone, giocatore a tutto tondo capace di mettere a frutto i suoi 191 cm per rendersi pericoloso come realizzatore (8,6 punti con il 38% da due e il 37% da tre) ma anche come passatore (3,7 assist) e rimbalzista (4,2 a partita), mentre il ruolo di tiratore designato è affidato al dominicano Eddy Polanco, ala di 193 cm che segna oltre 16 punti a partita con ottima efficienza sia dal perimetro (38%) che in area (51%) grazie ad un talento offensivo che gli permette di rendersi pericoloso sia sugli scarichi dei propri compagni che mettendosi in proprio, dal palleggio o in penetrazione. Il quattro è Yannick Giombini, role player dal profilo interno (59% in area) che, con 4 punti e altrettanti rimbalzi ad uscita, non fa mai mancare il proprio apporto, mentre al centro del pitturato svettano i 211 cm di Simone Barbante, pivot dalla mano morbida (prende 2,5 triple a partita segnandole col 33%) che contribuisce con 8,4 punti e 3,9 rimbalzi alla causa cremonese.
Come tanti dei suoi compagni, anche il play Gianmarco Bertetti può impattare sia partendo dalla panchina che come titolare. Per l’ex Ferrara, giocatore di soli 177 cm ma dotato di grande agonismo, i punti di media sono 8,4, frutto di un gioco perimetrale che lo vede prendere più di 4,5 triple a partita segnandole con il 38%; si alza dal “legno” del PalaRadi anche Alfonso Zampogna, esterno che produce poco più di tre punti di media (48% dentro l’arco, 32% fuori) dando, però, energia nei momenti chiave del match, mentre Andrea La Torre, malgrado non arrivi nemmeno a 30 anni, è il veterano della squadra: ala di 204 cm in grado di difendere su quattro ruoli, l’ex Nardò è il classico glue guy che, pur con pochi minuti a disposizione, riesce a dare qualità (2,3 punti e 3,2 rimbalzi a partita). Completa il pacchetto ali Lorenzo Tortu, giocatore atletico di 202 cm che produce quasi 10 punti e oltre 5 rimbalzi ad uscita segnando bene in area (53%) e rendendosi pericoloso anche dal perimetro (32%), mentre a fare staffetta con Barbante ci pensa Alessandro Morgillo, che ben complementa il compagno di reparto grazie ad un profilo decisamente più interno e difensivo (8 punti e 4 rimbalzi di media con il 53% da due).
La Ferraroni è una squadra dall’importante talento offensivo, composta da giocatori che si esaltano ad alti ritmi, prendendo tiri veloci anche come il risultato di giocate individuali: molti degli elementi a disposizione di coach Bechi sono in grado di spingere il pallone in avanti e di concludere sia al ferro che con l’arresto e tiro. Anche a metà campo, i giochi principali si sviluppano rapidamente, con tanti pick and roll, soprattutto centrali, che consentono agli esterni tanto di attaccare il canestro quanto di tentare conclusioni dall’arco dei 6,75. La grande versatilità del pacchetto lunghi, poi, permette ai lombardi di presentare svariati possibili assetti, più o meno lunghi, in base ai diversi accoppiamenti tra giocatori e rendere così la vita difficile alle difese avversarie. Per contrastare un attacco come quello juvino, la Rivierabanca dovrà partire dal proprio possesso palla, gestendo il gioco in maniera bilanciata in modo tale da concedere poche palle perse e farsi trovare pronta nella transizione difensiva, accoppiandosi il più velocemente possibile agli attaccanti cremonesi e riempiendo l’area per negare facili penetrazioni.
Difensivamente, Cremona tende a mettere una forte pressione sui palleggiatori tanto individualmente, con un pressing a tutto campo, quanto grazie ad una difesa di squadra aggressiva. La squadra di Bechi predilige gli show sui portatori di palla come risposta al pick and roll, cercando di costringere i palleggiatori avversari a liberarsi della sfera; alcuni dei possibili quintetti, poi, sono tali da consentire alla Ferraroni di accettare diversi cambi difensivi, cercando di impedire i vantaggi che nascono dai giochi a due. La regola principale dell’attacco biancorosso sarà quella di mantenere il pallone in costante, rapido movimento, controllando allo stesso tempo i rimbalzi per mantenere la mano ben salda sul ritmo della partita.
Ufficio Stampa RivieraBanca Basket Rimini