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venerdì 28 marzo 2025
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Finale d'andata Coppa Italia C

Giana Erminio-Rimini 0-1, le pagelle di Cesare Trevisani

di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 25 mar 2025 22:54 ~ ultimo agg. 26 mar 13:09
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VITALI 6,5. Super su Stuckler in avvio di ripresa. Poi non c’è altro di pericoloso, ma serve sbrogliare le matasse e trova sempre il capo giusto. Oltre a trasmettere sempre la sicurezza giusta.

MEGELAITIS 6,5. Ci pensa una volta in più del solito prima di prendere iniziative, ci sono troppe cose da controllare intorno a lui. Salva il gol sulla battuta di Pinto e il brivido svanisce. Poi prende un pestone da Stuckler che la passa liscia. Resta una partita guardinga e si avvicina al suo standard di rendimento. Quando arriva Bellodi, si alza di qualche metro per rompere le uova nel paniere sulla trequarti.

GORELLI 6,5. Il baby bomber Stuckler ha già una buona dose di sana “ignorantezza” nel suo bagaglio. In realtà è il difensore riminese per primo a costringere l’attaccante a difendere una capocciata da angolo. Nel finale di primo tempo, quando la Giana spinge forte, alza il muro e spazza via con efficacia tutto quel che passa. Idem nella ripresa, certo che un pressing fisico come quello sofferto sul danese-iraniano non è usuale per lui.

LEPRI 5,5. La svirgolata dopo tre minuti simboleggia la tensione con cui anche il Rimini ha cominciato la gara. Col passare dei minuti non migliora, aggiunge anzi scelte non proprio efficaci. Sull’occasionissima di Pinto, viene colto alle spalle dall’imprendibile Lamesta. C’è sul gioco aereo, ma non riesce ancora ad avere la tranquillità nelle cose semplici.

CINQUEGRANO 5,5. Parte prudente perché De Maria è uno spauracchio e infatti al 35’ lo brucia per chiudere con un sinistro che sfila di poco. Dopo un periodo di crescita, sembra tornato sulla nuvola di inizio stagione. Quando serve la prestanza si impone, ma con la palla fra i piedi serve più qualità e meno ansia.

GARETTO 6. Parte benissimo. I primi movimenti sono quelli di buttarsi dietro ai rientri di Parigi. Bene anche l’inserimento che porta al primo tiro di Parigi. Poi sale la Giana e scende lui insieme ai compagni. Resta fuori nell’intervallo, un po’ a sorpresa.

LANGELLA 6. Questo è il suo livello attuale, più posizione che iniziative, più appoggi che verticalizzazioni. Si vede meno del solito, ma c’è quando serve soffrire e capisce sempre cosa serve. Copre tanto campo, come sempre.

FIORINI 5,5. Parte sul centro sinistra e lavora parecchio. Chiude il primo tempo a sinistra, da lì stocca da fuori, Mangiapoco ci mette una pezza nonostante una deviazione. Giornata complicata lì in mezzo, perché i lombardi muovono continuamente le posizioni e corrergli dietro non è la scelta efficace. Si esaurisce in questo lavoro e lascia nell’ultimo terzo di gara.

LONGOBARDI 6. Anche lui da angolo va vicino al gol nel primo tempo. Solite iniziative, spesso soluzione per i compagni, ma troppo impreciso quando c’è da stringere il sacco. Questa volta è impeccabile nella fase difensiva, ma non sempre si può essere completi.

CIOFFI 7. Squilla al 26’ con un guizzo a sinistra, ribattuto sul più bello. Bisognerebbe metterlo nelle condizioni di moltiplicare queste giocate, ma la palla viaggia alta e imprecisa in lungo e in largo sul Città di Gorgonzola. Finché finalmente trova i metri giusti, brucia Ferri e con la ricetta della casa, sul primo palo, anche Mangiapoco. Prende un giallo inspiegabile e poi lascia quando comincia il recupero.

PARIGI 6,5. Tira per primo, il terreno lo tradisce a manda altissimo dall’interno dell’area. Passa tanto tempo a pressare, poche le palle giocabili e a dire il vero è tecnicamente più impreciso del solito. Poi si riscatta col servizio a Cioffi. Intorno alla poca pericolosità, un lavoro industriale per la squadra nell’aiuto a tutti.

CONTI 6. Buscè lo sceglie, convinto che non siano i centimetri ma la rapidità a dover migliorare le cose nella ripresa. Non parte bene, con un tocco che innesca addirittura Stuckler e chiedendo gli straordinari a Vitali. Poi si riprende e la scelta è premiata

MALAGRIDA 6,5. Il tecnico biancorosso prova una iniezione ulteriore per scuotere un assetto troppo monolitico. Il risultato c’è, perché la gestione della palla sui disimpegni comincia a diventare un problema per la Giana e, con lui dentro, il Rimini mette il naso avanti nelle fasi di gioco che spaccano la partita.

BELLODI 6. Arriva nel recupero per aggiungere mattoni al muro.

LEONARDI 6. Entra con lo spirito giusto, bravo!

Cesare Trevisani