La sala Concordia del Palazzo dei Congressi di Riccione è stata teatro della quarta edizione del San Martino d’Oro, La prestigiosa onorificenza, divisa in due categorie distinte, destinata a chi, in diversi ambiti, ha contribuito al bene della città, distinguendosi in settori come cultura, scienza, industria, lavoro, sport, filantropia o per atti di coraggio ispirati ai valori della solidarietà. Il primo riconoscimento è andato all’associazione Famija Arciunesa che dal 1980 con il suo giornale gratuito raggiunge regolarmente le case di tutti i riccionesi, e con le sue ricerche sulla storia e il dialetto, le iniziative culturali e i tanti momenti aggregativi. La dedica del premio è andata a Giuseppe Lo Magro, guida dell’associazione per quasi vent’anni recentemente scomparso.
Il “Premio San Martino d’Oro 2024 come Ambasciatore di Riccione nel mondo” è invece andato al designer Aldo Drudi, maestro del design applicato alla velocità, capace di coniugare arte, innovazione e tecnica e autore anche delle scenografie a cielo aperto che hanno trasformato le curve e le vie di fuga del Misano World Circuit in un gigantesco capolavoro di land art. La celebrazione si è chiusa con il “Concerto di Santo Stefano”, dal titolo “Terra Verum. Stagioni in ascolto” con l’esecuzione delle “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi e un omaggio a Ezio Bosso.