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La riorganizzazione che non convince. Un piccolo problema sanitario si complica tra tre città

dalla pagina FB del Comitato

Il comitato civico “Giù le mani dall’Ospedale di Novafeltria” cita il complesso giro fatto da un giovane di Novafeltria per farsi incidere un doloroso bugno: Santarcangelo, Rimini e Novafeltria. Un piccolo problema, spiega il comitato, che però nell’attuale assetto dell’accoglienza sanitaria si è complicato senza motivo.

L’intervento del comitato “Giù le mani dall’ospedale di Novafeltria”:

Favo , foruncolo o cisti sebacea , fatto sta che ad un ragazzo di Novafeltria, il braccio faceva molto male tanto da recarsi alle 2,51 del 17 agosto u.s. al CAU di Santarcangelo, che lo dimetteva dopo un quarto d’ora con una prognosi di 4 giorni e la prescrizione di antibiotici ed impacchi caldi ed eventuale rivalutazione. Il dolore aumentava , e a vent’anni, non si ha tempo di aspettare gli impacchi caldi. Il giovane paziente decide di recarsi al PS di Rimini . Vi arriva alle ore 4,30 ; Risulta come spesso succede , superaffollato e dopo un ora e mezzo decide di desistere e tornarsene a casa con il braccio dolente . Alle ore 15,44 del giorno dopo si reca al Punto di Primo intervento di Novafeltria , dove viene inciso il bugno e finalmente risolto fastidioso dolore in un paio di orette .
Il lettore si chiederà : “ beh allora dov’è la notizia ? la stampa deve occuparsi di un bugno di un ragazzino nottambulo ?
Il fatto , non sarebbe degno di nota se non evidenziasse 3 aspetti e se non fosse destinato a ripetersi innumerevoli volte :
a) il CAU di Santarcangelo apprezza una lesione 5 mm dolente e decide di non intervenire.
b) Tempi biblici di attesa al PS di RN
c) Solo il piccolo Pronto Soccorso di Novafeltria ha risolto l’urgenza del giovane paziente.
Dal comitato civico “Giù le Mani dall’Ospedale di Novafeltria” fanno sapere : “ se si chiamassero le strutture sanitarie con il loro nome e cioè , ambulatorio medico e non Centro di assistenza e Urgenza e Pronto Soccorso , i Punto di Primo intervento nelle aree interne, ci sarebbe meno confusione e la gente saprebbe a chi e dove rivolgersi. Auspicano altresì che il nuovo corso , promesso da destra e sinistra , metta mano alla rete di emergenza e urgenza come dettato dal DM 70 del 2015 senza inventarsi nuove sigle per apparire sempre i primi della classe.

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