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Rimini Vita della Chiesa

Giubileo Ammalati e Disabili, in 500 in Basilica

In foto: la celebrazione in Basilica
la celebrazione in Basilica
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 13 giu 2016 17:57 ~ ultimo agg. 18:13
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Oltre 500 persone hanno partecipato a Rimini al Giubileo degli Ammalati e delle Persone Disabili, organizzato dal settore Catechesi alle persone diversamente abili dell’Ufficio Catechistico Diocesano.

Una sessantina le persone arrivate in piazza Tre Martiri in carrozzina, il gruppo dei sordi, i diversi ospiti delle strutture di accoglienza del territorio, le associazioni, le comunità e tante famiglie. La processione, coordinata dall’Unitalsi, partita dalla Chiesa dei Paolotti, in piazza Tre Martiri, è arrivata sul sagrato della Basilica Cattedrale: qui il Vescovo di Rimini, Mons. Francesco Lambiasi, ha salutato uno per uno tutte le persone ammalate e diversamente abili che sono intervenute, prima del passaggio per la Porta Santa. “È stata per me una gioia grande” il commento del Vescovo.
L’Unitalsi sottosezione di Rimini ha appositamente realizzato delle pedane per l’occasione per permettere alle carrozzine e a chi aveva difficoltà di deambulazione di entrare in Basilica direttamente dalla porta centrale.


La S. Messa è stata presieduta dal Vescovo, e concelebrata da diversi sacerdoti, tra cui don Simone Franchin (responsabile del Settore per la Catechesi alle persone diversamente abili), don Mirco Mignani, dell’équipe sacerdotale dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, don Romano Nicolini, il Vicario generale don Maurizio Fabbri, oltre a diversi diaconi della Diocesi.
La liturgia è stata accompagnata da canti molto gioiosi animati dal coro dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, e dall’interpretazione con il linguaggio Lis, il linguaggio per i sordi.

Al momento dello scambio della pace, un gruppo di ragazzi della parrocchia di Regina Pacis, ha portato il segno della pace a tutti, dopo averla ricevuta dal Vescovo.

Le frasi ripetute dal Vescovo, anche più volte, e con il linguaggio dei segni durante l’omelia, hanno fatto eco in un clima di profonda e gioiosa fede: l’uomo non è il suo peccato (don Oreste Benzi); Ogni santo ha un passato mentre ogni peccatore ha un futuro (papa Francesco).
Una persona malata, dopo la celebrazione, ha lasciato il suo commovente commento: “dopo questa liturgia che è stata una festa con il nostro Vescovo posso dire di essere pronta ad andare verso il Signore…”.